Sveva Angeletti

sveva_angeletti

Rieti, 1991

sveva_angelettiUna fotografia centrata su un punto di vista naturale, sulla posizione dell’occhio, sul desiderio di condividere una esperienza vissuta. Le sue immagini nascono sempre da una partecipazione diretta, come riflesso di uno sguardo interiore, un contatto ravvicinato, un punto di vista che coinvolge l’esperienza di chi guarda.

In questo lavoro protagonista è la pelle, la dimensione sensoriale, si intitola “ritratto” per sottolineare questo legame con una possibile visione, ma non c’è nulla del ritratto convenzionale, non descrive una persona, la pelle e il suo vibrare nella luce sono uno svelamento, una esperienza da condividere, un punto di vista, mentre la tecnica, il linguaggio sono un nascondimento, una convenzione, un mezzo da dominare per restituire la fragranza dell’esperienza diretta.

Sveva ci dice che la bellezza non è un solo momento, pura forma, ma un processo di ricerca che è sempre legame, condivisione. Il suo sguardo è un flusso che diventa ritratto lentamente, nell’emozione che riesce a ricreare, nelpunto di vista che ci invita a cercare.

In questo lavoro la luce modifica le pieghe della pelle, aggiunge una dimensione temporale ad una fotografia formalmente perfetta trasformandola in video, ma qui non si tratta di racconto, di montaggio, tutto è solomovimento, vibrazione, il video e il corpo sono una sola cosa, il respiro e la luce si intrecciano, il corpo non è qualcuno ma pura presenza, immagine di una utopia di tensioni astratte che è desiderio di verità, di comunicazione a pelle, senza mediazioni.

Sveva Angeletti  -“First portrait” -2013