Geyin Lee

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Non è possibile immergersi due volte nello stesso fiume.
Eraclito

invito 28 marzoL’interesse per il movimento è l’origine. Un viso che oscilla, un corpo che si agita, la città in trasformazione, la natura che muta: l’animazione della linea dà forma al processo del divenire con proiezioni mosse e inquiete, ai limiti del trasparente.

Geyin Li ricerca un linguaggio in grado di descrivere il percorso che, attraverso la visione sfocata e stratificata del ricordo, tenta di condurre all’identità pura, pur nella consapevolezza che i processi mnemonici e la coscienza non sono obiettivi, nitidi, attendibili. Con istinto e tecnica, illustra il fiume del tempo, dove ogni cosa è in moto perenne, dove la fugacità non permette di cogliere l’essenza, l’incessante mobilità sfida l’occhio e falsa la percezione, minando ogni tentativo di messa a fuoco e cognizione.

I lavori della giovane artista cinese dicono che il mondo è intriso e attraversato da un movimento instabile tracciato dagli uomini in arrivo e partenza, da relazioni estemporanee, da memorie impalpabili o grevi. Hanno la dimensione di un panta rei figurato/sfigurato, che guarda ai soggetti deformati dal tormento di Francis Bacon come alle variabilità di Roni Horn e, prima ancora, al flusso del cambiamento – legge immutabile e unificatrice – della filosofia taoista.

D.B.

Geyin Li, nata nel 1987 e in Italia dal 2009, è diplomata in Multimedia al Beijing Institute of Fashion Technology e in Grafica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Questa è la sua prima personale.