Plinio Martelli

Plinio Martelli artista torinese nato nel 1945, dopo essersi diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino diviene docente di fotografia e discipline artistiche.

La sua ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea, pone da sempre l’accento sulla “Condizione Umana”, con particolare attenzione sulla trasformazione antropologica e comportamentale.

Artista eclettico, che utilizza differenti forme espressive, spazia infatti dal cinema alla scultura dal disegno alla fotografia, pur rimanendo sempre fedele, a un suo preciso modo di comunicare.

Sarà proprio questa sua attenzione e propensione verso la trasformazione antropologica che lo porterà ad indagare e ad utilizzare la metafora del tatuaggio.

Quest’ultimo non viene inteso come velleità estetica, anzi va ad evidenziare un forte disagio un malessere da cui scaturisce una fuga dalla realtà, con il conseguente rifugio nel sogno, nella fantasia, nella memoria.

E’ con forza che il tatuaggio si conferma in modo indiscusso come opera d’arte, anche per questa sua caratteristica di essere al di fuori delle regole.

Se è vero infatti che il pittore sceglie con accuratezza la tela su cui andrà ad esprimersi, chi decide di tatuarsi usa il proprio corpo, che e’ la superficie su cui elaborare e al tempo stesso riportare quella sofferenza incidendola in modo indelebile su se stessi.

Le immagini provengono da archivi giudiziari, da persone ai margini, che hanno impresso sulla pelle immagini di figure mitiche, scene violente o religiose, simboli esoterici ed erotici.

Plinio Martelli le reinterpreta e la trasforma dando nuovi colori a base di albumine che vengono totalmente assorbite dall’emulsione fotografica, tanto da rendere impercettibile l’intervento e donando vivacità’ a gigantografie in bianco e nero .

Il tatuaggio appare come un racconto, vera trasposizione di un dramma visto attraverso una lente d’ingrandimento, che l’artista impreziosisce anche attraverso i colori, ne potenzia e ne estremizza i significati dilatandone cosi margini.

Una Body Art intrinseca d’Arte Comportamentale che supera di gran lunga l’estetica, per lasciare il posto ad un indagine antropologica e psicologica.

Lo stesso Martelli nel libro il tatuaggio come arte che pubblicò nel 1980:

Colui che opera su di sé con un tatuaggio esegue un’ operazione estetica diretta, inoltre opera sempre spinto da esperienza che lascia un segno a livello emozionale, per cui il tatuaggio diventa la rappresentazione visibile e indelebile di stati emotivi accaduti o desiderabili, con i quali il soggetto vuole essere sempre a contatto.

Questa operazione viene fatta dall’uomo sull’uomo, considerando il proprio corpo come un supporto che entra in simbiosi totale e permanente con le immagini sopra tatuate, anzi avviene in più un’ identificazione reciproca….”

-

MORE

Via degli Ausoni, 18 - 00185 Roma - info@franzpaludetto.com - Newsletter