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Dopo l’apertura dell’Archivio Bruno Locci al Castello di Rivara – Centro d’Arte Contemporanea, alcuni scatti dell’artista savonese fanno una breve tappa nella vetrina romana di Franz Paludetto.
Sono immagini catturate da un dissacrante viaggiatore del tempo alla ricerca di stralci di una quotidianità borghese lontana, ma in qualche modo ancora vividamente concreti nei ricordi o nei racconti archiviati nella memoria.
Bruno Locci nasce a Cagliari 1937 e muore nel 2010 a Savona.
Nel 1949 si trasferisce con la famiglia in Liguria, dove consegue la maturità artistica nove anni dopo. Nel 1959 inizia l’attività di grafico e designer, prima a Torino e poi, dal 1961, a Milano. Allo stesso anno risale la prima mostra, tenutasi ad Albisola. La prima personale organizzata da Franz Paludetto è del 1972, alla Galleria LP 220 di Calice Ligure. Nel corso della quarantennale amicizia con Paludetto, Bruno Locci ha colmato in molte occasioni gli spazi del Castello di Rivara con le sue vibrazioni distoniche, con la traboccante energia e leggerezza irriverente del suo spirito, con le sue risate e fotografie. O con gli oggetti che recuperava dalla strada: rottami, cartelli segnaletici, resti di altri viaggi, colorati, accumulati, trasformati in tracce di altri viaggi. O coi fermo immagine che dipingeva, sempre nell’intento di catturare l’istante, di strapparlo via al fotogramma successivo, di restituirlo agli occhi di altri viaggiatori come lui, con un fervore che si rinnova oggi portando a Roma l’opera di Bruno Locci.