Movimento rapido, apparentemente convulso e soste lunghe, riflessive, ponderate; soste forzate a volte, dalle vicende della vita, si sono srotolate nel corso dei quarant’anni che Franz Paludetto ha dedicato, fino ad oggi, all’arte contemporanea. Una “direzione ostinata e contraria” conquistata senza retorica, attraverso l’esercizio disciplinato di un’intuizione acuta e la spiazzante sregolatezza di quasi tutto il resto. Così è Franz Paludetto e così sono le sue scelte, in grado di spazzare via con un gesto la composta considerazione che sia ormai ora di abbandonare la scena. Così è la sorpresa di vedergli aprire, nel 2010, un piccolo spazio a Roma.
Una vetrina, come quelle che l’hanno preceduta a Norimberga, a Torino, a Calice Ligure, ma soprattutto un esperimento di rilancio di una metodologia curatoriale eccentrica, che rifugge sgarbatamente la facile scelta di raccogliere suggerimenti estetici che cavalcano il mainstream, con l’ambizione di riconnettersi, in qualche modo, con il centro simbolico e geografico dell’arte contemporanea italiana.
Diletta Benedetto
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La galleria franzpaludetto apre la sua prima, piccola sede nel 2010 a Roma, nel quartiere San Lorenzo, con una serie di mostre personali di artisti tedeschi (Pia Stadtbäumer, Hermann Pitz, Elke Warth, Jürgen Drescher).
Il 22 settembre 2011 inaugura il nuovo spazio di Torino, in continuità simbolica con la storia delle gallerie torinesi curate a partire dagli Sessanta da Franz Paludetto ma, significativamente, arrivando in coda all’esperienza romana: quasi un completamento, un ritorno a casa.
Il direttore Davide Paludetto ha programmato per la nuova galleria di Via Stampatori una serie di mostre personali di giovani artisti italiani e internazionali